1996 – Il paesaggio di Carrà
23 Ottobre 2017
1998 – Mario Sironi. Paesaggi urbani
23 Ottobre 2017

1997 – Giorgio de Chirico. Vita silente

Ubicazione Mostra: Palazzo Liceo Saracco

Durata: dal 19 luglio al 14 settembre 1997

Curatori: Maurizio Fagiolo dell'Arco

Comitato organizzativo: Fortunato Massucco, Danilo Rapetti, Aurelio Repetto,

Comitato consultivo: Paolo Balducci, Massimo di Carlo, Claudia Gian Ferrari, Antonio Vastano

La ventisettesima edizione della mostra antologica di pittura acquese è stata dedicata ad uno dei maggiori artisti del novecento, Giorgio de Chirico ed è stata intitolata “Vita silente. Giorgio de Chirico. Dalla Metafisica al Barocco”.

La rassegna ha raccolto oltre quaranta opere, fra le più significative, che ripercorrono, grazie alla generosità di tanti collezionisti privati e di pubblici istituti, i periodi metafisico, classico-romantico, surrealista e quello degli ultimi anni della vita del Maestro.

Il nome di De Chirico richiama alla mente anche dello spettatore l’essenza della pittura metafisica, di cui si sa essere l’Autore per antonomasia, ma la mostra del 1997 si è indirizzata ad un tema ben specifico e definito, ovvero la rappresentazione della natura morta, oggetto d’espressione verso cui ogni artista, prima o poi volge: la natura come “vita silente”, come il nostro soleva definire questo genere antico, codificato in anni e anni di interpretazioni e di stili. Il soggetto dipinto è intanto sempre forma di vita, ancorché smorzata, rarefatta, diafana.

Giorgio De Chirico nasce in Grecia nel 1888 da genitori italiani appartenenti alla nobiltà.

Principale esponente della pittura metafisica, viene iscritto al Politecnico di Atene per lo studio della pittura. Dopo essersi trasferito in Italia, si sposta a Monaco per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti. Segue i corsi dell’Accademia senza però conseguire il diploma. Intorno al 1909, dopo aver letto i filosofi Nietzsche e Schopenhauer, comincia a delineare la poetica della metafisica. Un’arte che nasce da una struttura di pensiero capace di governare le emozioni e trasformare l’inconscio. Nell'estate si trasferì a Milano, dove già risiedevano la madre e il fratello; all'inizio del 1910 si recò a Firenze insieme alle madre dove dipinse la sua prima piazza metafisica, “L'Enigma di un pomeriggio d'autunno”, nata dopo una rivelazione che ebbe in piazza Santa Croce.

Nel 1911 raggiunge il fratello Alberto a Parigi, conosce i principali artisti moderni, comincia a dipingere quadri con uno stile più sicuro, tentando un proprio cammino diverso dalle cosiddette avanguardie. Sente l’influenza di Gauguin e prendono forma le prime piazze d’Italia. Viene apprezzato da Picasso e Guillaume Apollinaire. Conosce il gallerista Paul Guillaume che gli compra tutta la sua produzione metafisica. Comincia a dipingere i suoi primi manichini. Negli anni di Parigi dipinge alcune opere fondamentali per la storia dell’arte del XX secolo. Nel 1919 cambia tipo di pittura e si lancia nel figurativo, di più facile comprensione. Tra il 1925 il 1929 vive di nuovo a Parigi. Negli anni ’30 avvia una ripetizione dei suoi antichi soggetti, piazze e manichini, talvolta retrodatandoli. Nel 1947 si trasferisce a Roma, in piazza di Spagna. Negli anni Cinquanta la sua pittura è caratterizzata dai suoi autoritratti in costume barocco e da vedute di Venezia. Negli anni Sessanta traduce in scultura molti suoi soggetti metafisici e barocchi. Muore a Roma il 20 novembre del 1978.Giorgio De Chirico muore a Roma nel 1978.