1993 – Piero Ruggeri
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1984 – Amate sponde
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1994 – Mario Calandri

 

Ubicazione mostra:  Palazzo Liceo Saracco

Durata:  Dal 10 luglio al 13 settembre 1993

Organizzazione generale: Aurelio Repetto e Fortunato Massucco

Allestimento: Aurelio Repetto, Fortunato Massucco, Carlo Repetto e Luigi Massucco della  Galleria Bottega d’Arte di Acqui Terme

Testo critico catalogo: Fabrizio D’Amico

La ventiquattresima edizione della mostra antologica è stata un doveroso omaggio al maestro piemontese Mario Calandri, scomparso a Torino nel 1993.

La rassegna ha raccolto un vastissimo arco cronologico della produzione dell’autore, in un percorso visivo articolato in due sedi espositive: all’interno del Liceo Saracco sono state ospitate le opere pittoriche, nelle sale del prestigioso Palazzo Robellini, le incisioni.

Mario Calandri nasce a Torino nel 1914, si forma presso il Liceo artistico di Firenze e di Torino. Nel 1932, frequenta l'Accademia Albertina di Belle Arti alla scuola di Cesare Maggi. Al termine degli studi divenne suo assistente. In quel periodo sono i primi esordi come pittore, espose a Roma e a Venezia, dove, nel 1940, partecipò per la prima volta alla Biennale.

Nel dopoguerra Calandri diventò assistente di Marcello Boglione, titolare della Cattedra di tecniche dell'Incisione presso l'Accademia Albertina di Torino cui succedette come incaricato nel 1957 fino al 1960. Dal 1963 al 1977 insegnò presso l'accademia Albertina torinese.

Mario Calandri è considerato uno dei massimi incisori del XX secolo e si colloca nell'olimpo degli artisti specializzati nella grafica.

L'artista torinese è stato anche un pittore di ottima qualità, capace di effettuare sostanziosi scambi artistici tra l'incisione e la pittura modulando ed influenzando, ora nell'uno ora nell'altro, invenzioni ed emozioni.

Nella pittura, così come nell’incisione, trova il terreno fertile dove far vivere le sue fantasie: costruisce un universo dove il mistero dell’esistenza viene osservato (fino alle conseguenze più intime) con tenero stupore. Anche il gioco della memoria diventa pretesto per ritrovarsi, come in un’immagine riflessa, nelle presenze di oggetti, animali, figure, fantasmi illusori e allusivi.